Una intuizione degli anni ‘80
si trasforma in una grande sfida in evoluzione continua:
le piattaforme per il lavoro in quota e a sbalzo.

Un complesso lavoro di progettazione, di realizzazione e di collaudo
in cui nulla può essere lasciato al caso,
per sfidare le leggi della gravità nella massima sicurezza,
pensando alle persone che lassù devono lavorare.

Queste operazioni certosine di messa a punto
sono cambiate negli anni.

Una volta si svolgevano in officina,
oggi si risolvono prima di tutto in fase di progettazione.
Perché più la progettazione è dettagliata,
più si è in grado di prevedere i problemi e le loro soluzioni,
più efficace sarà il lavoro di produzione in officina.

Difficile, per chi non lo sa,
rendersi conto della quantità di calcoli
che stanno dietro ad ogni singolo dettaglio.
Anche la staffa che sorregge un accessorio viene calcolata al grammo
per ottenere la massima leggerezza
insieme alla massima resistenza.

Nella progettazione delle piattaforme
un grosso aiuto è arrivato nei primi anni 2000
dall’avvento dei programmi di progettazione a 3D
e dal calcolo assistito.

E le piattaforme in 20 anni sono cambiate:
permettono di lavorare due piani di una casa più in alto,
pur pesando 300 chili di meno.

Così, si possono utilizzare mezzi leggeri, agili,
da guidare con la patente B
che rendono il prodotto più accessibile.

Storytelling:
Paola Rossi e Carlo Presotto
La Piccionaia – Centro di Produzione Teatrale

Strategia di Posizionamento:
S&P – Positioning design